È la digitalizzazione a dettare i nuovi trend delle HR
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È la digitalizzazione a dettare i nuovi trend delle HR

Talent Management

È la digitalizzazione a dettare i nuovi trend delle HR

December 05, 2016 Franco Gementi

'Digitalizzazione' è una delle parole chiave della nostra epoca ed è indicativa di quanto le nostre vite siano pervase dalla tecnologia, che guida le nostre azioni e i nostri comportamenti non solo nella quotidianità, ma anche e soprattutto nel mondo del lavoro, sottoposto oggi a una massiccia automazione di compiti e ruoli. Nessun settore e nessuna azienda possono dirsi estranei alla vorticosa trasformazione digitale in atto, che promuove la nascita di nuove figure professionali alle quali è richiesto di saper gestire, direttamente o indirettamente, attività e processi caratterizzati da un alto livello di digitalizzazione.

La richiesta di competenze digitali da parte delle aziende continua a crescere in maniera esponenziale, poiché ormai non sono solo un requisito fondamentale per tutti i professionisti, ma un importante driver di crescita e differenziazione, elemento essenziale per il successo delle aziende in un mercato sempre più competitivo. 

Del resto, questa tendenza è evidenziata da una serie di studi pubblicati proprio nelle ultime settimane – ad esempio, le ricerche dell’Osservatorio Infojobs, Linkedin, Modis e Manpower Group – secondo cui quello del digitale è tra i settori più dinamici nel campo delle offerte di lavoro. 

Secondo l’Osservatorio sul mercato del lavoro in Italia, in un quadro che ha visto una crescita del 13% delle offerte di lavoro totali rispetto ai primi sei mesi del 2015, il settore ICT si piazza in seconda posizione con una quota del 17,8% degli annunci presenti sulle piattaforme per la ricerca di lavoro.

Ne consegue che anche il mondo delle risorse umane non può non tener contro di questa trasformazione, perché al mutare delle esigenze aziendali, emergono nuovi trend nella ricerca del personale, oggi orientata al vaglio dei nuovi profili richiesti dal mercato del lavoro nei più diversi campi IT, che vanno dall’analisi dei dati alla comunicazione sui social media. Il motivo principale per cui questa trasformazione deve essere in cima alla lista delle priorità del settore HR è dato dal fatto che non è semplice reperire sul mercato quelle professionalità digitali già ‘pronte’ di cui le aziende necessitano. Cifre alla mano, infatti, nonostante la crescente domanda, l’Italia occupa nel settore delle competenze digitali molte meno risorse di quante potrebbe: la percentuale di giovani italiani impiegati nel settore è pari al 12%, contro il 16% della media europea. E questo proprio perché alla grande richiesta di nuovi profili spesso non corrispondono le giuste professionalità: il 22% delle posizioni aperte in questi campi non trova candidati sufficientemente qualificati. Un problema al quale il sistema universitario italiano non riesce ancora a dare adeguata risposta in termini di aggiornamento formativo, tarato com’è su cicli di lavoro più tradizionali.

Come fare, dunque, a colmare in tempi relativamente brevi questo gap? La leva principale, a mio avviso, è l’investimento strategico in formazione che permetta alle aziende di costituire un bacino di risorse interne che siano in grado di rispondere alle esigenze digitali dell’azienda in un contesto di crescita accelerata come il nostro.

Quanto alle competenze specifiche richieste dalle aziende, e di riflesso dalle risorse umane, a livello globale quelle più ricercate continuano ad attestarsi nell'ambiente cloud e del calcolo distribuito. In Italia, però, lo scenario è leggermente diverso: l'analisi statistica e dei data mining seguita dall'analisi Seo/Sem e dalle competenze nelle attività di controllo qualità e testing del software sono le skill più ricercate. Dati che evidenziano come le aziende italiane cerchino sempre di più di attivare strategie di marketing mirate al posizionamento del proprio brand e dei propri contenuti all'interno dei motori di ricerca sfruttando le possibilità a cui apre la trasformazione digitale.

Ma vediamo quali sono nel dettaglio le figure professionali emergenti e più ricercate dalle risorse umane.

Content specialist: si occupa di produrre contenuti, sia testuali che multimediali, efficaci per il sito web. Questa figura affianca alla cultura umanistica la conoscenza di aspetti di marketing e comunicazione, ma padroneggia anche competenze informatiche a partire da alcuni linguaggi programmazione (per esempio XHTML, HTML, XML o CSS) e da sistemi operativi per device mobili o portatili, senza trascurare gli aspetti di usability.

e-Commerce Specialist: è esperto degli standard, delle tecnologie e delle attività correlate al commercio elettronico; si occupa di comprendere le necessità del cliente e di progettare l’implementazione di soluzioni idonee per il commercio elettronico, relazionandosi con altri professionisti, web e non, con gestori di sistemi di incasso, merchant, gateway di pagamento e terze parti.

IT Architect: ha un ruolo centrale nella progettazione, integrazione e miglioramento di sistemi IT, con particolare riguardo alle architetture software, curandone anche la sicurezza e le prestazioni. Oltre a una vasta competenza ICT e di tecniche di progettazione specifiche, è richiesta la capacità di descrivere un sistema in termini di componenti e flussi logici.

Java Developer: realizza soluzioni applicative in conformità ai requisiti del cliente, contribuisce alla pianificazione e alla definizione dei dettagli applicativi e realizza test di verifica del buon funzionamento dell’applicazione. Conosce le modalità di progettazione e realizzazione di interfacce di dialogo delle applicazioni e uno o più linguaggi di programmazione.

Data Modeler: si occupa di raccogliere, analizzare e organizzare i diversi dati in modo da leggerli facilmente e interpretarli in maniera utile al business.

Big Data Specialist: è colui che analizza grandi quantità di dati per monitorare trend socioeconomici, ottimizzare processi e sviluppare analisi predittive su fenomeni emergenti: permette alle aziende di prendere decisioni strategiche spesso utilizzando approcci riservati, fino a oggi, al mondo della ricerca accademica. Oltre a padroneggiare la tecnologia e la modellazione matematica di fenomeni fisici, economici e sociali, possiede anche la capacità di comprendere profondamente il business e il contesto di mercato su cui opera.

Ciò detto, va poi considerata la velocità con cui la tecnologia evolve. Tutte queste figure professionali oggi considerate indispensabili potrebbero essere assolutamente inadeguate nel giro di due/cinque anni. In quest'ottica, ciò che le HR dovrebbero cercare ora non è soltanto la risorsa in possesso delle perfette competenze per un ruolo specifico, ma piuttosto qualcuno che sia anche sempre pronto ad acquisire nuove skill e ad adattare quelle che già possiede a seconda delle necessità aziendali.

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