A Convergence 2016 vincono i talenti!
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A Convergence 2016 vincono i talenti!

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A Convergence 2016 vincono i talenti!

January 09, 2017 Franco Gementi

È stato veramente un meeting straordinario. Per due giorni una location di Londra Ovest si è trasformata in una sorta di paese delle meraviglie delle HR: oltre 1.000 delegati, 100 partner, fornitori, clienti e relatori si sono ritrovati per fare il punto sul futuro della formazione, dello sviluppo e delle risorse umane.

Il convegno Convergence - the Future of the Workplace EMEA, organizzato da Cornerstone OnDemand, ha riunito delegati provenienti da 30 paesi differenti. Nel corso degli ultimi tre anni, ben 100 clienti europei in più si sono uniti a noi, in rappresentanza di 6 milioni di utenti di grandi, medie e piccole imprese. L’evento, così come ha dichiarato Vincent Belliveau, General Manager di Cornerstone OnDemand EMEA, è stato un’importante occasione di ritrovo per il mondo delle HR che ci ha permesso di condividere, apprendere e prospettare idee innovative per un’incessante crescita di questo settore nell’era digitale.

Innanzitutto, c’è stato David Rowan, redattore di Wired, che si è focalizzato sull’ascesa delle macchine e sugli effetti che ciò potrebbe avere sul mondo del lavoro. Siete convinti che i veicoli volanti che si guidano da soli appariranno solo in un futuro lontano? Meglio che ci ripensiate, perché esistono già! La tecnologia ormai si muove velocemente e Gartner prevede che entro il 2018 le aziende a più rapida crescita impiegheranno più macchine intelligenti che dipendenti umani. Il modo di lavorare deve, dunque, cambiare altrettanto rapidamente. Le macchine per ora non sono più smart degli uomini e Rowan non ha potuto non sottolineare che le aziende sono incredibilmente più efficienti quando macchine e persone lavorano insieme. Ma cosa significa questo per il futuro delle HR?

Inoltre, uno dei principali trend emergenti nel mondo delle HR è l’engagement dei dipendenti: solo pochi anni fa questa era appena una nota a piè di pagina nelle agende dei responsabili delle risorse umane. Ma ora, nel nuovo ambiente digitale, è vitale per le aziende non farsi scappare i talenti migliori.

C’è poi la domanda di lavoro più flessibile, reso possibile dalla diffusione di strumenti di comunicazione mobile, nonché la richiesta di sbloccare le informazioni dei data silos (archivi chiusi di dati fissi sotto il controllo di un unico reparto aziendale e isolati dal resto dell’organizzazione). “Molte aziende cercano di affrontare la trasformazione digitale, senza rendersi conto che non si tratta di un cambiamento tecnologico obbligatorio, ma di un vero e proprio cambiamento culturale”, dice Belliveau. “Per prima cosa, è necessario modificare i propri comportamenti attraverso i programmi di management; si tratta di cambiare totalmente l’atteggiamento aziendale”.

Secondo uno studio realizzato da Cornerstone OnDemand - Future People: Le postazioni di lavoro nell’era della trasformazione digitale - oltre la metà delle aziende portano avanti i propri modelli in ambito di risorse umane utilizzando strategie flessibili di HR digitali. Ma c’è ancora molto da fare per completare il percorso intrapreso. Non tutti possono avere accesso all’esperienza e alle informazioni di David Rowan, perciò spetta alle aziende fare uso dei moderni strumenti sviluppati per le HR e modificare i comportamenti per essere sicure che i propri team e le proprie strutture siano sempre al passo coi tempi.

Uno sguardo al futuro

di Adam Miller, fondatore e CEO di Cornerstone OnDemand

La missione delle HR è sempre più quella di contribuire alla trasformazione aziendale. La rivoluzione digitale e l’Intelligenza Artificiale non sono più una tra le tante possibilità a disposizione dell’azienda; sono una realtà. E ci sono mille buone ragioni, il cui impatto non può più essere ignorato, per cui le aziende cominciano a considerarsi “aziende tecnologiche” a tutti gli effetti.

Sotto la spinta della trasformazione digitale, le aziende devono rafforzare la propria posizione sul mercato o, addirittura, muoversi verso nuovi mercati. Ma come? In uno scenario in cui tutti si ritrovano ad affrontare gli stessi problemi e tutti utilizzano la stessa tecnologia, la chiave può essere rappresentata solo dai talenti. Sono, infatti, i talenti a determinare la trasformazione delle aziende e sono proprio le persone che cambiano e definiscono il futuro di un’organizzazione.

Quando si esamina la questione dal punto di vista dei dipendenti, si osserva un diffuso senso di disagio. Un importante 86% delle aziende si rivela preoccupato per le sfide poste dall’engagement. I datori di lavoro devono, invece, rendersi conto che l’impatto della tecnologia ha trasformato il modo di lavorare e il modo in cui le aziende dovrebbero affrontare la gestione dei talenti. Dotarsi di un programma di talent management che aiuti a individuare le persone giuste, impedendo che passino inosservate o che, al contrario, chiedano di ricoprire posizioni per le quali non sono adatte, è la situazione ideale che i responsabili delle risorse umane si auspicano e che la tecnologia può contribuire a realizzare.

Sempre più aziende sfruttano la potenza dei dati, ma questo non è più sufficiente a misurare e valutare i lavoratori di oggi: è, invece, necessario giocare d’anticipo e pianificare la forza lavoro di domani. Formazione, gestione delle performance e selezione devono aiutare le persone a lavorare nelle “nuove” aziende, realtà che siano in grado di vivere e crescere anche negli anni a venire.

A questo scopo, l’introduzione del machine learning e dell’Intelligenza Artificiale nei diversi aspetti della gestione dei talenti può agevolare una migliore interpretazione e analisi dei dati, rendendoli significativi e utili a formulare previsioni per il futuro. L’Intelligenza Artificiale può aiutare a prevedere chi sarà l’astro nascente o chi necessita di formazione per colmare i futuri possibili vuoti di competenze.

I piani di sviluppo devono preparare le persone ai lavori di domani. Tramite l’Intelligenza Artificiale, le aziende possono creare percorsi formativi raccomandati e anticipare i comportamenti, prevedendo di quali corsi i propri dipendenti avranno bisogno per il loro sviluppo personale e per quello dell’azienda. I datori di lavoro possono, così, ottimizzare contenuti e cataloghi formativi, instillando una cultura di formazione continua. Il machine learning può aiutare a determinare e gestire i percorsi di carriera. Fornire a manager e dipendenti una panoramica di tutte le possibilità di carriera aiuta non solo a trattenere le persone, evitando che guardino all’esterno per gli avanzamenti di carriera, ma anche ad attirare nuovi talenti.

Al di là dell’amministrazione e della manutenzione, quest’ottimizzazione dei ruoli permette alle HR di passare da “funzione orientata ai processi” a “funzione incentrata sulle persone”. Ciò, in definitiva, porta a prendere decisioni più razionali su come gestire le persone e l’azienda, il che genera migliori performance in borsa, maggior engagement e aumentate performance aziendali.

Le analytics consentono, senza dubbio, di organizzare e strutturare la forza lavoro, ma sono il machine learning e l’Intelligenza Artificiale che permettono di guardare al futuro ed eliminare l’intuizione dai processi decisionali, aiutando ad assumere e far crescere le persone che più sono adatte a far prosperare il business.

Il party

Non dite che le persone di Cornerstone non sanno come si organizza un party! Il termine della prima giornata di lavori è stato il momento perfetto per rilassarsi... Bloomsbury Big Top è il locale scelto da Cornerstone per celebrare il suo Diwali festival: allestimenti colorati, fiori e lanterne hanno ricreato l’atmosfera di una vera e propria festa delle luci, con percussionisti indiani, artisti mangiafuoco, danzatori e acrobati che hanno coinvolto tutti i presenti nel clima di una festa che si è protratta fino a tarda notte.

La guerra per i talenti, il punto di vista di Cornerstone

Non solo la tecnologia, ma anche lo scenario del capitale umano sta cambiando e questo significa, inevitabilmente, una serie di cambiamenti anche nelle HR. I responsabili delle risorse umane oggi dispongono degli strumenti necessari per prevedere quali azioni abbiano maggior impatto sul business. Con questi tool, le HR hanno grandi possibilità di influire sulle future performance e i futuri sviluppi dell’azienda.

Siamo testimoni di enormi cambiamenti sul luogo di lavoro, in particolare nell’aspetto demografico: 10.000 baby boomer vanno in pensione ogni giorno e, nei prossimi dieci anni, il 75% dei lavoratori sarà costituito da millennial. Come rispondere alle domande di questa nuova generazione digitale?

Anche la formazione sta cambiando: le modalità attraverso cui le persone imparano, i contenuti che apprendono e anche i momenti in cui lo fanno sono cambiati. Laddove le pratiche quotidiane sono state modificate, le persone risultano più coinvolte e maggiormente produttive e, complessivamente, le performance dell’azienda ne beneficiano.

Il talent management è, in definitiva, la chiave per la creazione di un’azienda di successo. È necessario valutare chi sono i leader giusti per l’azienda; se ci sono già, sia ai vertici dell’organizzazione sia ai livelli intermedi; se esiste una pipeline per la sostituzione di chi se ne andrà; come vengono affrontate e valutate selezione, sviluppo e performance del personale; se le procedure di reporting e compliance sono aggiornate; come viene affrontata la questione salariale e così via.

È tutta una questione di evoluzione. La battaglia la giocano i talenti ed è qui che sta il vero valore di un’azienda.

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