I trend tecnologici che trasformeranno il mondo del lavoro da oggi al 2020
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I trend tecnologici che trasformeranno il mondo del lavoro da oggi al 2020

Future of Work

I trend tecnologici che trasformeranno il mondo del lavoro da oggi al 2020

January 30, 2017 Franco Gementi

Nel corso del 2016 abbiamo assistito a enormi cambiamenti in ambito tecnologico: dall’uso diffuso dei social media all’intelligenza artificiale, dall’aumento di dispositivi e sensori agli avatar digitali avanzati, per citarne solo alcuni. E le recenti elezioni presidenziali americane, come aveva previsto Peter Diamandis, fondatore della X Prize Foundation e della Singularity University, hanno visto, grazie alla tecnologia, le prime vere “campagne elettorali personalizzate”.

Il 2016 sarà, dunque, un anno da ricordare, ma quel che è successo è nulla rispetto a ciò che accadrà nei prossimi quattro anni e agli effetti che un simile avanzamento tecnologico avrà anche sui nostri ambienti di lavoro e su come le aziende si relazioneranno con i propri dipendenti.

1) Social media sempre più sofisticati

Nel 2016, il 78% degli americani possedeva un profilo social. Nel mondo il numero di utenti dei social media ha toccato una cifra che si aggira intorno a 1,96 miliardi, destinati a diventare 2,5 miliardi entro il 2018. Ma quali saranno le implicazioni nell’acquisizione di talenti e nella ricerca di lavoro?

L’intelligenza artificiale sta imparando ad analizzare ogni tweet, ogni post, ogni risposta e ogni like. Scandaglierà i nostri profili social tenendo traccia degli articoli letti e dei video visti, analizzando i nostri interessi, atteggiamenti, temi preferiti e comportamenti.

Le modalità di segmentare, attirare e coinvolgere i candidati saranno sempre più sofisticate e accurate.

2) Crescita esponenziale dell’intelligenza artificiale

Secondo Diamandis, in Facebook Messanger ci sono ora più di 11.000 chatbot in cui un algoritmo dialoga con gli utenti finali come fosse una persona. Interfacce vocali come Siri, Cortana, Google e Alexa saranno sempre più in grado di condurre conversazioni approfondite con l’utente. Grazie al machine learning e alla crescita esponenziale della quantità di dati su noi stessi che generiamo ogni anno, i sistemi di intelligenza artificiale impareranno a comunicare con noi in modo così personalizzato che sarà difficile convincersi di non parlare al proprio migliore amico. Questi sistemi conosceranno le nostre ideologie, le preferenze, gli stili linguistici e gli slang, gli argomenti e i contenuti preferiti e persino come inserire battute nelle conversazioni.

Lo screening dei candidati sarà effettuato da qualcosa di molto simile a Viv, un assistente AI di nuova generazione, capace di gestire con la massima disinvoltura diverse richieste complesse che vanno ben al di là della semplice comprensione. In una sua forma specializzata, Viv può, ad esempio, programmare riunioni: un candidato potrebbe, dunque, presentare la propria domanda interagendo con Viv, che si occuperebbe di stabilire se il candidato fosse adatto e, in caso di esito positivo, fisserebbe un colloquio con uno dei responsabili della selezione. Viv potrebbe, inoltre, fornire suggerimenti sulle domande da fare e sugli aspetti che sarebbe opportuno osservare e ascoltare con attenzione. Viv ovviamente è solo un esempio, non l’assistente AI definitivo; Microsoft, Google, Facebook e molti altri stanno, infatti, sviluppando altre piattaforme e altri dispositivi.

3) Avatar digitali fotorealistici

Se pensate che riconoscere le bugie scritte in un curriculum o dette durante un colloquio sia difficile, sentite qui: secondo Diamandis “alcuni ricercatori sono stati capaci di videoregistrare delle persone e, in tempo reale, di manipolarne il volto affinché imitassero le espressioni di un’altra persona presente in laboratorio. Ecco, dunque, che in futuro potremmo far sì che un volto dica o faccia qualsiasi cosa, senza che l’interlocutore sia in grado di capire se sia reale o meno”. Ergo, i selezionatori non hanno scelta: dovranno diventare sempre più bravi e attenti.

La buona notizia è che la tecnologia degli avatar sarà accompagnata da software di riconoscimento facciale e sensori biometrici che aiuteranno a individuare e interpretare le incoerenze. Naturalmente, queste due tecnologie insieme dovranno fare i conti con i limiti e le forme di protezione previste dalle attuali leggi sull’impiego. Con tutta probabilità, il risultato finale consisterà nel muoversi su quella linea sottile tra l’invasione della privacy del candidato e la migliore capacità di assumere la persona giusta eliminando il pregiudizio inconscio.

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