La risposta delle HR all’avvento dell’Intelligenza Artificiale
DEMO
Contattaci

La risposta delle HR all’avvento dell’Intelligenza Artificiale

Technology

La risposta delle HR all’avvento dell’Intelligenza Artificiale

February 07, 2017 Franco Gementi

Visti gli straordinari progressi tecnologici degli ultimi anni, il dibattito sul rapporto tra virtualità e realtà, tra digitale e umano è diventato sempre più imperante e le perplessità su come andrebbe gestita la transizione verso una sempre più pervasiva integrazione uomo-macchina non sono poche.

Secondo una recente ricerca dell’Università di Oxford,  circa il 50% dei lavori rischia di essere automatizzato a breve. L’Intelligenza Artificiale, o più precisamente l’apprendimento automatico o machine learning, è la tecnologia che sta alla base di questo straordinario e rapidissimo cambiamento. L’apprendimento automatico consente alle macchine di imparare dai dati e di riprodurre, in modo più efficiente ed efficace, molte delle attività che oggi vengono svolte dagli esseri umani. Tutto questo non riguarda soltanto semplici compiti manuali, ma anche l’esecuzione di applicazioni complesse, come la valutazione di testi e la diagnosi di malattie. Attraverso la tecnica del machine learning, i software sono messi nelle condizioni di imparare senza essere stati programmati per farlo, sulla base di una quantità enorme di dati fornita come materiale di studio. E così, nello stesso modo in cui gli umani imparano dall’esperienza, le macchine imparano dai dati. Una volta imparato, e qui sta l’abilità più importante della rivoluzione portata dall’Intelligenza Artificiale, le macchine possono fare previsioni e prendere decisioni, sfruttando la loro capacità di apprendere senza bisogno di nuova programmazione. 

L’esposizione alle nuove forme di Intelligenza Artificiale cambierà l'esperienza delle persone nella loro interazione con oggetti e contesti sempre più tecnologici. Non è detto che gli utenti siano pronti a questo tipo di nuove esperienze, ma le macchine dotate di algoritmi IA sono già qui e tutti, volenti o nolenti, dobbiamo fare i conti con la loro evoluzione, presenza, abilità e pervasività. Dunque, meglio arrivare preparati.

La velocità dei progressi è, del resto, impressionante: nel giro di pochi anni, il machine learning - fermo per decenni - si è sviluppato nel deep learning, una tecnologia che si ispira al funzionamento del cervello umano, fino ad arrivare ad IA capaci di eseguire qualcosa che assomiglia a un rudimentale ragionamento, utilizzando una memoria esterna.

Tutto questo unito alla rapidità con cui la tecnologia sta invadendo campi tradizionalmente “umani” desta inevitabilmente non pochi timori, anche, e forse soprattutto, in azienda. Come sarà, dunque, la coesistenza tra risorse umane e macchine nel mondo del lavoro e quali potranno essere gli impatti sulla funzione HR?

In molte realtà aziendali, c’è il rischio che buona parte del capitale umano venga sostituito dall’Intelligenza Artificiale – basti pensare, ad esempio, all’Industria 4.0 che sta catalizzando, proprio in questo momento, l’attenzione da parte dell’opinione pubblica e dei governi.

Di pari passo, in futuro anche la funzione HR non sarà immune all’evoluzione, poiché dovrà essere sempre più in grado di affrontare e gestire situazioni nuove, come appunto l’interazione tra uomo e macchina e tutto ciò che ne consegue.

L’importante è, però, non cadere nell’errore di guardare al rapido avanzamento tecnologico come al male del secolo che priverà l’uomo del proprio lavoro. Le nuove tecnologie non sono il nemico, bensì un prezioso alleato. Del resto, tutte le precedenti innovazioni tecnologiche ci hanno sempre dimostrato di aprire grandi opportunità, non di sottrarle. E con l’avanzare di queste forme di tecnologia intelligente, l’uomo sarà in grado sempre più di moltiplicare all’infinito le proprie capacità, mentre le macchine, più che sostituirlo, ne faciliteranno il lavoro sotto tanti aspetti e lo aiuteranno a esplodere il proprio potenziale. Il funzionamento delle professioni è, dunque, destinato a cambiare volto: così, per esempio, i medici otterranno informazioni utili dai software e potranno concentrarsi su cosa fare per migliorare le condizioni dei pazienti, mentre gli avvocati avranno assistenti capaci di analizzare tutti i database legali del mondo senza mai stancarsi.

In azienda dovranno essere i manager a dare ancora più centralità ai propri dipendenti, accompagnandoli verso le nuove frontiere professionali dell’era digitale. Capacità tipicamente umane come leadership, creatività, pensiero critico e professionalità saranno sempre fondamentali. Le aziende vincenti saranno quelle in grado di utilizzare le migliori tecnologie per valorizzare, e non ridurre, la propria forza lavoro. Ecco perché tecnologie ed esseri umani andrebbero fatti crescere in reciproca armonia, potenziando le loro specifiche, e ovviamente diverse, peculiarità e capacità. Paradossalmente, nell’era della tecnologia intelligente e in un contesto in vorticosa evoluzione, il ritorno a una formazione più squisitamente umanistica sembra essere la scelta più intelligente.

Comments

Want to hear more?

Our RSS Feeds

Cornerstone Blog Feed

Learn how our Integrated Talent Management Solutions can help you face tough challenges.
Check out our products

Tags

Archives