Quattro comportamenti da evitare quando si cerca personale con l’aiuto dei social media
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Quattro comportamenti da evitare quando si cerca personale con l’aiuto dei social media

Talent Management

Quattro comportamenti da evitare quando si cerca personale con l’aiuto dei social media

March 23, 2016 Franco Gementi

Negli ultimi anni, i social media (insieme con l’uso pervasivo degli smartphone) hanno offerto al mondo del recruitment la possibilità di interagire con i candidati come mai in precedenza. Non solo i social media hanno fornito un bacino di reti più ampio in cui cercare, identificare e contattare potenziali candidati, ma anche di farlo 24 ore su 24.

Ma questo allargamento delle opportunità comporta anche qualche rischio.

Vi è mai capitato di osservare un profilo social, un post o un messaggio e provare un senso di confusione, se non addirittura di disagio?  Dalla presenza di foto inappropriate a profili incompleti e disordinati, è più facile creare una presenza online negativa di una positiva, genuina e convincente, in particolare per le aziende. Le persone tendono a pensare che i social media rispecchino la vita reale, ma essere all’altezza delle aspettative richiede qualche sforzo.

Tuttavia, questo senso di inadeguatezza può essere superato con una strategia social più forte e ragionata. Di seguito elencherò sei dei più comuni errori che aziende e candidati compiono sui social media e consigli per evitarli.

Cosa fare e cosa non fare nei social media

  • No: creare un profilo aziendale come se fosse un profilo LinkedIn personale.

Immaginiamo che “Ranger Recruitment” (nome di fantasia) voglia creare una pagina LinkedIn e inserisca il nome dell’azienda nei campi Nome e Cognome e il logo aziendale come immagine del profilo. Alcune aziende credono che creare una pagina individuale anziché aziendale aiuterà ad avere più connessioni. Analizziamo questa logica.

Prima di tutto c’è un problema “legale”. Rappresentare un brand come un individuo è contrario alle regole di LinkedIn (ma avviene spesso). Inoltre, i candidati riconoscono il trucco, perché il profilo è impersonale. Certo le persone amano i grandi brand, ma quando si tratta di convincere qualcuno a lavorare per la vostra azienda, sono le persone che stanno dietro al brand e le connessioni che loro sviluppano a contare. 

  • Sì: creare profili personali

Aiutate i vostri dipendenti a creare ottimi profili personali su LinkedIn e altri social, in particolare il management e le risorse umane, assicurandovi che ogni sezione contenga contenuti rilevanti e interessanti. Quindi costruite una pagina aziendale che le persone potranno seguire (non esserne “amiche”).

No: scegliere oggetti inanimati, animali o persone famose come immagine dei profili social.

Nei giorni scorsi stavo preparando una presentazione sulle best practice nel recruitment e ho trovato una gran quantità di immagini del profilo che non erano “immagini del profilo”. Ho trovato personaggi dei cartoon, auto, cani, logo, personaggi famosi e via di seguito. Se intendete usare i social media per cercare lavoro, dovrete prendere il vostro personal brand molto sul serio. La vostra pagina rappresenta i vostri interessi, ma l’immagine deve rappresentare voi stessi.

  • Sì: usate un’immagine che vi assomigli

Se normalmente portate gli occhiali, indossateli anche quando scattate la foto del profilo. Dovete essere autentici e, lo dico da recruiter, fare in modo che le persone vi riconoscano.  Dovreste anche scegliere una foto in cui si possa vedere bene il volto: Linkedin suggerisce che la dimensione del volto sia l’85% dello spazio.

  • No: trattare tutti i social media allo stesso modo

Avete notato cosa sta postando la gente su LinkedIn negli ultimi tempi? Selfie, quiz, post “acchiappalike”, ecc. Analogamente, postare troppi contenuti legati al lavoro su Facebook può essere controproducente e suscitare negatività nelle vostre cerchie.

  • Sì: pensate all’audience di ciascun social network

Prima di postare, verificate che ogni contenuto che condividete sia rilevante per l’audience di ogni particolare piattaforma: LinkedIn è una rete professionale, mentre Facebook è stata storicamente riservata agli amici e familiari. Per quanto non esistano regole precise, le vostre reti sapranno fornirvi abbastanza in fretta un feedback su ciò che è piaciuto e ciò che non lo è.

No: inviare a qualcuno un messaggio immediatamente dopo essersi connessi sui social media

Se vi connettete con qualcuno su LinkedIn e subito dopo gli inviate un messaggio nel tentativo di vendergli i vostri prodotti o servizi è probabile che costui non gradisca. Le persone ovviamente si connettono per una ragione, ma cercare di ricavare immediatamente qualche beneficio da una nuova connessione viene percepito come non sincero e allarmante.

  • Sì: rispettate le persone con cui siete connessi

Creare una connessione sulla piattaforma e solo in un secondo tempo accordarsi per spostarla offline è un modo molto più indicato per stabilire una relazione. Se state cercando di raggiungere un candidato, un immediato messaggio diretto potrebbe allontanare la persona dalla vostra azienda prima ancora di averci parlato.

La cosa più importante da ricordare è che i social media sono un estensione del vostro personal brand, indipendentemente dalla piattaforma scelta. Fate del vostro meglio per rappresentare il brand in modo onesto e positivo. E se siete indecisi su come agire sui social media, pensate un attimo a come vorreste essere trattati voi: con rispetto, gentilezza e trasparenza.

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