Social recruiting: un impiego ragionato dei canali social a supporto delle Risorse Umane
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Social recruiting: un impiego ragionato dei canali social a supporto delle Risorse Umane

Talent Management

Social recruiting: un impiego ragionato dei canali social a supporto delle Risorse Umane

January 14, 2015 Franco Gementi

I cambiamenti in atto nella società contemporanea hanno spinto a rinnovare e ridisegnare gli strumenti per il reclutamento, al fine di garantire alle aziende un profilo di worker all’altezza delle sfide che vengono imposte oggi dalla globalizzazione e dalla tecnologia.

L'e-recruitment, o on-line recruitment, si diffonde nei primi anni ‘90 negli Stati Uniti, ma non è precisamente individuabile la data in cui Internet fu usato per la prima volta per il reclutamento del personale.

In Italia questo fenomeno ha avuto uno sviluppo più lento; le prime forme di e-recruitment

consistevano nella cosiddetta Job Board, una vera e propria bacheca virtuale dove è possibile pubblicare annunci per i job seeker. Lo sviluppo del web ha avviato un profondo cambiamento nel mercato del lavoro e molte organizzazioni hanno già iniziato a sfruttare le innovazioni tecnologiche per aggiornare i loro siti on-line, utilizzandoli per la pubblicazione di informazioni e sostituendo gradualmente i metodi tradizionali di reclutamento.

Negli ultimi anni, inoltre, l’utilizzo dei social media si è molto diffuso e continua a crescere; secondo ricerche effettuate dalla società specializzata in strategie social Social Mistfits Media, nel 2013 nel Regno Unito c’erano 41 milioni di utenti su Facebook e 10 milioni su Twitter. Se inizialmente i social network erano usati prevalentemente per connettersi con amici e parenti, condividendo informazioni e fotografie, oggi sono sempre più spesso utilizzati anche in ambito lavorativo. Al crescere della loro popolarità, le aziende potrebbero essere tentate di usarli in tutte le aree di business, ma è necessario adottare un approccio pragmatico ed essere ben consapevoli dei limiti di queste tecnologie.

Come usare il social recruiting

Quello del recruiting è un panorama mutevole, nel quale molte organizzazioni stanno cercando di preservare risorse preziose e assumere un maggiore controllo sui processi. Pertanto, sempre più aziende stanno scegliendo di adottare un approccio diretto al recruiting, riducendo l’uso di agenzie esterne. Secondo Monster, in UK, il costo medio per coprire una posizione è di 4.500 sterline; questo obbliga le organizzazioni ad avere la certezza che il processo sia gestito correttamente, dato che un errore può comportare costi elevati.

E’ qui che i social media possono aiutare. In passato, i responsabili delle risorse umane erano riluttanti a usare i social media e le organizzazioni erano molto attente a limitare l’accesso a siti come Facebook sul posto di lavoro. Tuttavia, la popolarità di tali siti e le opportunità che offrono nel supportare il processo di selezione hanno reso la tecnologia sempre più importante. Siti come Linkedin offrono molte informazioni sui potenziali candidati, con tanto di referenze e possibilità di verificarne le esperienze.  Anche i mercati internazionali possono essere raggiunti con maggiore facilità in termini sia di costi sia di risorse, eliminando la necessità di ingaggiare costose agenzie di head hunting e consulenti esterni.

Dal Global Report di Adecco 2014, presentato alla Social Media Week di Londra e basato sulle risposte di 1.500 selezionatori del personale e più di 17.000 persone in cerca di lavoro in 24 paesi, emerge che la maggioranza (68%) utilizza Linkedin per raccogliere informazioni sui candidati. Facebook è al secondo posto, con il 52%. Gli elementi che attraggono di più un selezionatore quando guarda i profili online sono l’esperienza lavorativa precedente, i riconoscimenti professionali e la personalità che si intuisce dal profilo.

Tuttavia, i social media devono rappresentare solo una parte del processo di selezione, dato che i metodi tradizionali continuano a essere fondamentali. E’ difficile riuscire a stabilire le capacità “soft” di un candidato, come ad esempio la capacità di lavorare in gruppo, la leadership, le doti di comunicazione, senza incontrarlo di persona. I tradizionali colloqui permettono al datore di lavoro di acquisire una reale conoscenza della persona da selezionare, valutarne le esperienze e comprendere come si potrà adattare alla cultura aziendale. Gli effetti di una cattiva selezione possono essere costosi e dannosi, soprattutto in termini di produttività e coinvolgimento del dipendente. E’ essenziale individuare i candidati giusti, persone che possano aggiungere valore all’organizzazione di cui entrano a far parte.

Usare i social media per sviluppare i talenti

I social media sono utili anche a supporto della formazione. Oggi, le persone usano nella loro vita privata molteplici dispositivi, accedono a informazioni attraverso diversi canali e portano i propri dispositivi anche in ufficio. Ciò ha contribuito a creare una cultura del lavoro 24/7, nella quale il personale raccoglie e usa informazioni anche ben oltre l’orario di lavoro. Le aziende devono dunque ripensare il modo in cui il personale lavora e apprende, riallineando i processi formativi per adattarsi a questa diversa realtà. Secondo Social Mistfis Media, il 91% degli adulti online usa regolarmente i social media, a dimostrazione che le persone si trovano a proprio agio negli ambienti social, che diventano così una piattaforma ideale per la formazione.

Tuttavia, come per la selezione, sarebbe rischioso condurre tutta la formazione sui siti social. Un approccio misto continua a essere il metodo di apprendimento migliore che consente di assimilare le informazioni che vengono trasmesse. Quando, ad esempio si tratta di insegnare competenze soft relative alla comunicazione e al management, la formazione in aula continua ad essere la scelta ideale poiché offre al personale la possibilità di imparare dall’esperienza, interagire con il formatore e porre domande. L’insegnamento in aula può poi essere seguito da video on demand, webinar interattivi o social media. Il tipo di formazione che un’organizzazione adotta dipende totalmente dalle capacità che vuole sviluppare nel personale.

Usare i social media nel modo giusto

L’evoluzione dei social media ha fornito alle organizzazioni ulteriori opportunità di selezione e gestione del personale. Nel processo di selezione i social media possono permettere di risparmiare risorse preziose offrendo allo stesso tempo alle aziende la possibilità di conoscere più a fondo i candidati. I social media possono anche supportare le attività di formazione, presentando nuove possibilità sia di implementare le competenze chiave sia di fornire formazione su quelle collaterali. 

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